Benvenuti su FinancialMente! In questo articolo analizzeremo meglio il significato di cicli economici, ovvero quei periodi che vanno da una crisi economica, passando per le fasi di recessione, ripresa, espansione e rallentamento, alla successiva crisi. Questo meccanismo è perché è quello che determina l’andamento del mercato.
Quali sono le fasi dei cicli economici?
- Contrazione/Recessione: l’attività economica rallenta; se il PIL registra tassi negativi per almeno 2 trimestri consecutivi si entra in recessione. Ciò significa che aumenta la disoccupazione perché le aziende licenziano il personale, la produzione naturalmente diminuisce e quindi le scorte in magazzino aumentano e i consumatori puntano sul risparmio. Qualora l’economia non si dovesse riprendere per via del PIL che continua a scendere, la recessione si trasformerà in depressione, come successe nella nota Grande Depressione del 1929. In questa fase inoltre, l’inflazione cala come anche i crediti elargiti dalle banche. Ecco che le banche centrali sono chiamate ad attuare politiche di espansione monetaria per alimentare nuovamente il ciclo economico.
- Ripresa: è finalmente in questa fase che si assiste ad un recupero dell’attività economica con riprese del PIL, dell’occupazione, dei salari e del consumo. L’inflazione quindi sale leggermente, insieme ai crediti delle banche. A questo punto le banche centrali attueranno politiche di monitoraggio del ciclo economico.
- Espansione: l’economia si trova nel momento di massima crescita generando un eccessivo atteggiamento positivo: preludio di un conseguente rallentamento. Nel medio periodo può capitare che l’inflazione subisca rialzi importanti e in tal caso le banche centrali dovranno attuare politiche restrittive per riequilibrare l’andamento del ciclo economico.
- Rallentamento: in questo momento si assiste ad una decelerazione dell’economia, infatti possiamo osservare un ribasso del PIL, dell’inflazione, dei crediti elargiti dalle banche, delle vendite, dell’occupazione. Le banche saranno chiamate ad intervenire con politiche monetarie per monitorare l’andamento del ciclo economico.
Quanto possono durare dei cicli economici?
Partiamo dal presupposto che non esiste una durata precisa per ogni fase del ciclo economico, ma solo una media basata su statistiche storiche. Si sono potute individuare principalmente 3 periodi medi:
- Breve: il ciclo dura circa 40 mesi e non necessariamente si arriva alla depressione. Sono principalmente periodi in cui avviene un cambiamento di preferenze da parte del consumatore e l’azienda non è in grado di allinearvisi.
- Medio: va solitamente dagli 8 ai 10 anni ed è caratterizzato da crisi cicliche, si potrebbe infatti definire un susseguirsi di cicli brevi al termine dei quali l’economia non è in grado di riprendersi completamente. È molto probabile che questo periodo si concluda con una crisi particolarmente accentuata impattando pesantemente le attività coinvolte.
- Lungo: dura in media 50-60 anni e si distingue per le sue fasi di espansione maggiormente prolungate, ma una volta raggiunte quelle di depressione, si verificano crisi sempre più forti accompagnate da recessioni prolungate fino a sprofondare in un’enorme depressione, molte volte di scala globale.
Come aiutare il successo di un’azienda?
Nonostante la fase di espansione possa avere un prospetto estremamente positivo è qui che l’azienda deve superare diverse sfide. Innanzitutto deve riuscire a stare al passo con le esigenze e i cambiamenti del mercato e dev’essere disposta a cambiare le proprie strategie. Parliamo di ampliare la campagna marketing, piuttosto che entrare in mercati nuovi e quindi diversificare il cliente, oppure investire in infrastrutture, che possono essere sistemi economici, nonché macchinari, ma anche nuovo personale. E non dimentichiamoci del servizio clienti: se la clientela si espande è fondamentale mantenere la qualità in questo settore ed essere in grado di fornire un supporto quanto più velocemente ed efficacemente possibile. Ancora di più nel momento del picco economico, in cui i livelli di attività sono al massimo, è importante saper far fronte alle insidie e navigare con successo questa fase.
Quanto costa il successo di un’azienda?
Bisogna essere in grado di minimizzare le spese e ottimizzare i processi di produzione, ad esempio migliorando le catene di approvvigionamento. Altra cosa assai rilevante è saper mantenere adeguate riserve di cassa, perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo! E nella fase di depressione? Niente panico: ecco alcune accortezze che è bene tenere a mente per casi come questo. Si deve cominciare, innanzitutto, da un’analisi del proprio modello di business per individuare le aree che necessitano maggiormente di interventi (si pensi banalmente all’offerta di promozioni o sconti per attirare clienti). Inevitabilmente si fa il possibile per ridurre ulteriormente i costi, ciò potrebbe significare dover fare tagli al personale, piuttosto che ridurre l’inventario. Per facilitare il successo di un’azienda è necessario che essa sia molto versatile, che si adatti in fretta e bene ai continui cambiamenti del mercato e che tenga testa alla concorrenza. Prendiamo Apple come esempio: durante la crisi finanziaria del 2008 l’impresa ne ha approfittato per investire nell’innovazione, nella ricerca, permettendole poi di far uscire nuovi prodotti mentre le aziende rivali stavano ancora cercando di non annegare.
Suggerimenti pratici anche per te!
Per possedere un po’ di tranquillità economica è bene stabilire delle regole di risparmio e tenere, ad esempio, un portafoglio online per avere sempre qualcosina da parte. È importante controllare continuamente le proprie finanze e stabilire un equilibrio tra entrate ed uscite.
Riconoscere la fase del ciclo in cui ci si trova è fondamentale per poter agire di conseguenza e, meglio ancora, anticipare le prossime mosse. È possibile avere successo in qualsiasi contesto economico studiando ma sopratutto pianificando le mosse da attuare in ognuno dei casi.
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