Benvenuti su FinancialMente! Oggi apriremo una porta su due argomenti a volte sottovalutati: il Made in Italy e l’artigianato che combinati vanno a creare un binomio vincente.
Un po’ di chiarezza
Il Made in Italy è un marchio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo per qualità, unicità e stile. Un connubio che si deve in gran parte all’artigianato italiano, un settore ricco di storia, tradizione ed innovazione. L’Italia ospita da sempre diverse forme di artigianato: dalla lavorazione del vetro a quella del legno, dalla ceramica ai metalli, dai gioielli al vestiario. Bisogna poi considerare che si parla di aziende che vanno dalla bottega alla piccola e media impresa. Da nord a sud ogni nostra regione detiene uno o più settori artigianali nella propria tradizione. Per dare un esempio concreto, questo è il caso di Ursella1967 (www.divaniursella.it) è un’azienda nata a Buja, in Friuli-Venezia Giulia, che da più di cinquant’anni realizza divani, poltrone e altri imbottiti con materiali altamente selezionati. Insomma, regione che vai, mestiere che trovi!
Un patrimonio da miliardi
L’artigianato italiano conta oltre 3,5 milioni di addetti e 1,3 milioni di imprese, che generano un valore aggiunto di oltre 100 miliardi di euro all’anno. Il settore è in crescita costante, con un export che nel 2023 ha raggiunto i 55 miliardi di euro. Quali sono i settori più ambiti in tutto il mondo? Le famose quattro A: abbigliamento, alimentare, arredamento ed automazione, con prodotti che ci invidia tutto il globo!
Questione di sopravvivenza
Ebbene sì, l’estremo valore di un oggetto creato da mani sapienti e amorevoli con materie prime pregiate non basta. L’artigianato italiano ha infatti dovuto affrontare e dovrà continuare ad affrontare numerose sfide. Sicuramente la produzione in serie in stile industriale non ha giovato al settore in questione. E, di recente, a complicare la situazione si è aggiunta la guerra in Ucraina. A confermarlo è Confindustria, l’organizzazione rappresentante le imprese manifatturiere italiane, che prevede una vera e propria catastrofe per l’artigianato in assenza di interventi immediati e sostanziali. D’altra parte, il problema persiste già da tempo e lo capiamo riportando l’esempio della Ducati, venduta ai tedeschi ancora nel 2012: l’artigianato sta svanendo e scappando dall’Italia!
Un futuro incerto
È naturale dunque che anche l’artigianato debba sapersi reinterpretare in chiave innovativa per mantenere vivo il Made in Italy e continuare a portarlo all’estero. Soprattutto visto la sempre più agguerrita concorrenza da parte di Paesi come Cina ed India. Solo lo 0,3% delle imprese artigiane italiane può ritenersi innovativa. E non è tutto: è necessario attirare i giovani verso questo settore, perché sono sempre meno i veri appassionati ed interessati a portare avanti la tradizione.
Il Made in Italy e l’artigianato sono un binomio vincente che rappresenta un’importante risorsa per l’economia italiana. Sono l’anima della tradizione italiana. Sono il nostro patrimonio culturale. Non facciamolo morire!
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